Bill Laswell, il musicista del nostro futuro

di Piero Scaruffi

Bill Laswell euna delle personalita piuimportanti della fine del ventesimo secolo. La sua attivita si estende dal rock al funk, dal jazz al dub, dall’elettronica all’hip hop. Prendendo lo spunto dal suo maestro Brian Eno, Laswell ha interpretato la musica in senso psicologico e non edonistico e ha trasformato la sua carriera in una ricerca ossessiva della matematica dei generi. La quantitasmisurata della sua produzione discografica fa pero di Laswell piuun teorico che un artista. Con ogni disco Laswell dimostra qualche nuova possibilita della musica, ma raramente vi immette anche emozioni.
Nato a Salem (Illinois) nel 1955, Bill Laswell cominciosuonando soul, blues e funk nella zona di Detroit, e imparo il basso dalle sezioni ritmiche dei musicisti neri.
Laswell giunse a New York nel 1979 e trovodapprima lavoro nei Gong di David Allen. Alla fine di quell'esperienza nacquero i Material, un trio sui generis formato da una sezione ritmica (Laswell al basso e Fred Maher alla batteria) e un tastierista elettronico (Michael Beinhorn). I due Temporary Music (Zu, 1979 e Red, 1981), raccolti in Red Tracks (Elektra, 1985), mostrano l'evoluzione da un funk-rock eclettico e professionale, ma poco creativo, a uno sperimentalismo straniato in cui Stockhausen e Moroder vengono accostati con la massima naturalezza. A nome Material escono anche gli EP American Songs (Celluloid, 1981) e Busting Out (Ze, 1981). Memory Serves (Celluloid, 1981) e piujazz (persino George Lewis al trombone e Henry Threadgill al sax alto) e quasi completamente strumentale, e segna l'incontro con Fred Frith. Con un funk piu tagliente, propulso dal basso 8 corde di Laswell e dalle grandini percussive di Maher, l’album si afferma come una pietra miliare della danza “negativa”. Accanto a brani di hard-bop convenzionale, come Disappearing, si incontrano sottili equivoci linguistici. In Upriver la stridula chitarra blues di Sonny Sharrock intona con il violino folk di Billy Bang un indemoniato jig che finisce a ritmo disco. Mutazioni simili decapitano la fanfara campestre di Lewis e Frith in Memory Serves. La chitarra acida e minimale di Frith dilaga invece in Square Dance, punteggiata dai balbettii dissonanti di Lewis e Threadgill (un ballo popolare eseguito sulla falsariga delle sinfonie di Glenn Branca.
Il successivo album One Down (Celluloid, 1982) amplia gli orizzonti alla disco music vera e propria, con ospiti di riguardo che vanno da Nona Hendryx a Whitney Houston, da Archie Shepp a Oliver Lake: Take A Chance el'archetipo della loro "no-disco" perturbata da un'infinita di spunti “colti” che puosciogliersi in "groove" ipnotici come Time Out o puo esplodere in rhythm and blues “arrabbiati” da black power (Come Down e Holding).
Quando il produttore veterano inglese Giorgio Gomelsky invitň il chitarrista Fred Frith degli Henry Cow e degli Art Bears, Frith incontrň il bassista Bill Laswell e il batterista Bill Maher che tentava di aggiungere un ritmo ballabile alla musica degli Art Bears. Frith si innamorň dell’idea e formň un trio con loro, i Massacre, che registrarono un album completamente strumentale: Killing Time (giugno 1981 – Celluloid, 1982 – ReR, 2005). Il tono leggero, atonale, e puttosto ondulante dela chitarra di Frith domina la dance sincopata di Legs e le variazioni lunatiche di Tourism. La chitarra dipinge il paesaggio sonoro frammentato dei nove minuti di Corridor, che č fondamentalmente divisa in tre parti: la prima č ricca di glissando jazz acuti quasi melodici, la seconda č puro feedback “droning”, la terza č basata su alcuni fraseggi atonali dispersi. Una valanga di feedback brucia la prima metŕ di After. Ma altrove il nucleo dell’album č la sezione ritmica. Il ritmo frenetico che accompagna i vocalizzi senza parole di Aging With Dignity diventa ancora piů frenetico e inintellegibile su Subway Heart, per poi mutare nella macchina funk spigolosa e deforme di Killing Time. Le dissonanze volanti di Frith diventano parte della sezione ritmica a metŕ di As Is, un’altra traccia di nove minuti, nonchč un’ipnotica orgia tribale. Il principale inconveniente delle tracce chitarristiche “profonde” č il fatto che diano l’impressione di mutare costantemente, rendendole in questo modo poco sostanziose. Il gruppo, eccetto Frith, scimmiotta con il suo strumento raramente in modo memorabile. Le tracce fortemente ritmiche potrebbero avere piů potenziale, ma, ancora una volta, il trio non dimostra sempre di sapere cosa fare con le sue idee originali.
Laswell incide poi a nome proprio Baselines (Celluloid, 1983), un album di jazz-funk sperimentale che vanta collaboratori come George Lewis, Ronald Shannon Jackson, Frith, David Moss e altri. L’ensemble conia un sound effervescente fatto danzare su liquidi assoli di basso. Il risultato brilla per inventiva (il delirio percussivo di Hindsight, i cataclismi elettronci e fiatistici di Barricade, le cacofonie surreali di Conservation) e forza d’urto (il funk galattico di Activate, il vulcanico pseudo-blues di Lowlands). Si avvertono le influenze del “bandismo” di Frank Zappa e dell'”etno-funk” di David Byrne.
Quella stagione venne coronata dal singolo Rockit (1983), registrato con il musicista jazz Herbie Hancock, un collage di funk e hip-hop postmoderno. L’album Sound System (1984) che gli fece seguito propose un “crossover” di jazz e hip-hop che era profetico.
Niels Jensen’s The New York Street Percussionists (august 1990) documents a collaboration among Jamal Evans (buckets and metals), Robert Russo (keyboards), Bernie Worrel (keyboards), Nicky Skopelitis (synthesizer), Bill Laswell (bass), Niels Jensen (resonator guitar and vocals) and Peter Brotzmann (saxophones).
Deconstruction (Restless, 1993) eun doppio antologico che raccoglie materiale dalle disparate esperienze di questo periodo. Virtuoso del basso, Laswell e anche una delle intelligenze piucolte e trasgressive della nuova avanguardia rock e jazz. L'esotico melange di melodie soul, ritmi funk, rumor bianco e arrangiamenti rap lo pone in prima fila fra gli agenti catalizzatori piu creativi.
Bill Laswell continua le sue incursioni nel mondo della musica popolare, non solo attraverso le innumerevoli collaborazioni e produzioni (soprattutto per Herbie Hancock), ma anche con i dischi a proprio nome e quelli a nome Material (la differenza fra i due essendo puramente anagrafica).
Di fatto la sua carriera maggiore non ha fatto altro che riciclare e rifinire le intuizioni geniali della sua giovinezza: il suono sinistro del basso come sottofondo onirico, il ritmo del funk e dell’hip-hop come etere tenebroso per divagazioni intellettuali, il “cut-up” di William Burroughs come metodo compositivo, il ruolo di regista giocato dal produttore che viene esaltato da performer d’eccezione, il jazz come libertaespressiva e ricerca sui timbri. La sua carriera solista, che era stata inaugurata da Baselines (Celluloid, 1983), venne interrotta dalla parentesi nei Last Exit di Sonny Sharrock, Peter Brotzmann e Ronald Shannon Jackson. Laswell suona il basso su Last Exit (Enemy, 1986), The Noise Of Trouble (Enemy, 1987), il live Koln (Enemy, 1988), e The Iron Path (Venture, 1988). Divenuto produttore di grido, Laswell trovo il tempo di incidere un altro disco solista soltanto nel 1988. Hear No Evil (Virgin, 1988), opera di new age esotica che abusa di ritmi da trance, di melodie sinistre e di flussi di coscienza per costruire atmosfere impressioniste, si avvale del violinista L Shankar e del percussionista Zakir Hussain (entrambi ex collaboratori di John McLaughlin) e del chitarrista Nicky Skopelitis. Laswell vi conia una forma di jam strumentale che ricorre all’improvvisazione soltanto “localmente”, in quanto la struttura del brano epredefinita in maniera geometrica: i musicisti sono liberi di aggiungere orpelli minimi, che non ne alterano l'essenza. E' una tecnica che provoca un effetto ipnotico di trance nell'indianeggiante Bullet Hole Memory e un effetto distorcente di sogno o di droga nel blues catatonico di Illinois Central. Se Assassin funge da anello di congiunzione con il funk tribale, la tecnica di produzione e assemblaggio di Laswell si spinge invece in tutt'altra direzione con Last Roads, che e di fatto un collage di piccoli suoni impercettibili, con Kingdom Come, e il suo tenue frastuono di eventi percussivi, e con Stations Of The Cross, che eun raga rallentato fino alla stasi, fino a svanire in una nuvola di languidi accordi. Laswell non dara mai seguito a questa linea artistica, che aveva invece sortito risultati di grande suggestione, re-inventando di fatto il raga-rock alla luce delle moderne tecniche di produzione.
Di questo periodo sono anche due collaborazioni prestigiose, Asian Games (Verve, 1988), con Ryuichi Sakamoto, e Low Life (Celluloid, 1989), con Peter Brotzmann.
Seven Souls (Virgin, 1989), di nuovo a nome Material e con un altro stuolo di collaboratori, accentuole sue stravaganti tecniche di produzione, utilizzando nientemeno che il "cut up" di William Burroughs. L'araba Ineffect e la messicana Deliver sono brani di "world music" demenziale, in cui il contenuto etnico viene "straniato" immergendolo in un contesto iper-moderno, di divertimento programmato e artificiale. Gli altri brani sono sottofondi musicali per le recitazioni di Burroughs e altri, e pertanto calcolatissimi ingranaggi per la costruzione di atmosfere (apice di lirismo e pathos in The Western Lands). Nicky Skopelitis alla chitarra, Jeff Bora alle tastiere, Simon Shaheen al violino e Aiyb Dieng alle percussioni costituiscono ormai il cuore del suo complesso di accompagnamento. Nel 1991 Laswell torno alla sigla Material per Third Power (Axiom, 1991) e all’idea originale di un “all-star-cast” (fra cui Bootsy Collins, Henry Threadgill, Herbie Hancock e Nicky Skopelitis). Laswell si limita a “dirigere” l’orchestra dietro alla console, a guidarla fra le maglie del dub di Reality, dentro l'”acid jazz” di Drive By e infine nella fanfara di Glory. Laswell ha soprattutto ridefinito il concetto di “complesso” e continua a raffinare la qualitadelle armonie, coniando il barocco del reggae-funk elettronico. Gran parte dei brani sono cover, in cui conta soprattutto l'arrangiamento. L'anno dopo Laswell resuscito un episodio minore della sua carriera, l’EP del 1984 Praxis (Celluloid, 1984), in cui duettava al basso con una drum machine con risultati spettacolari (balletti/fanfare futuristi come 1984) che gettano le basi per la musica industriale degli anni ’90 e al tempo stesso fungono da sutura con gli esperimenti dell’avanguardia (Hymnen di Stockhausen, per esempio).
Praxis eil nome del complesso costruito attorno a due ex membri dei P Funk All-stars di George Clinton: Bootsy Collins (basso) e Bernie Worrell (tastiere). A loro Laswell affianca un mixmaster (Afrika Baby Bam dei Jungle Brothers sotto lo pseudonimo di Af Next Man Flip), un batterista (Brain dei Limbomaniacs) e un (prodigioso) chitarrista (Buckethead). Il risultato, l'EP Transmutation (Axiom, 1992), e una ininterrotta jam di space-funk sperimentale che mescola Clinton con Hendrix, incorporando elementi di speedmetal (Dead Man Walking), jazzrock (Giant Robot), psichedelia (The Interworld And The New Innocence), musica industriale (Blast/War Machine Dub), flash-rock (Seven Laws Of Woo) e rap (Animal Behavior), per coniare una forma nevrotica di musica ambientale. Il disco (e forse l’opera tutta di Laswell) culmina nei sedici minuti di After Shock, un collage pirotecnico che fa da professionista cioche John Zorn fa da amatore, con veri riff, veri temi melodici, veri assoli (magistrali, soprattutto quello lunghissimo di Worrell nei panni di un Keith Emerson dell'avanguardia dissonante). Su Sacrifist (Subharmonic, 1994), la continuazione della saga Praxis, l'influenza dei Napalm Death, per via di Zorn, e molto piuforte. I brani sono rumorosi, pesanti, frenetici, caotici. L'ensemble comprende, oltre a Zorn e a quelli dell'altra volta, anche Mick Harris (Napalm Death, Scorn), Yamatsuka Eye (cantante dei Boredoms) e i Blind Idiot God. Tutto sommato e uno dei pochi lavori di cui Laswell avrebbe potuto fare a meno: lui e Zorn a quattro mani riescono a scrivere soltanto l’house banale di The Hook, sicche’ alla fine il disco lo salvano i comprimari (il lungo assolo all’organo di Worrell Crossing, l’orgia dissonante di Buckethead Rivet, la suite elettronica di Collins Deathstar).
Il 1994 eanche l'anno dei Divination, ovvero Laswell, coadiuvato da Buckethead e Skopelitis, alle prese con l'"ambient house", il genere di Orb e soci. Su Ambient Dub Volume 1 e Volume 2 (Subharmonic, 1993) Laswell non puo competere con Orb, ma nei brani piudub (Seven Heavens) costruisce un singolare ponte fra musica cosmica, musica ambientale e musica ballabile. Il secondo volume annovera Jah Wobble, Mick Harris e Jeff Bova. Evil Eye, all'incrocio fra tribalismo africano e dub, rappresenta forse l'apice dell'esperimento. I Material non sono affatto accantonati: dopo un Live In Japan (Restless, 1994), con Skopelitis, Dieng, Worrell, Ginger Baker e un suonatore di kora a improvvisare su temi etno-funky, l'altro Live From Soundscape (DIM, 1984), e il febbricitante singolo Mantra (con le tabla di Zakir Hussein), nel 1994 e uscito Hallucination Engine (Axiom, 1994), album molto piuambientale del solito che vanta un cast ancor piu ricco di quello di Seven Souls. Sempre glaciali e bilanciatissimi, il jazzrock di Black Light e il latin-jazz di Eternal Drift, entrambi con Wayne Shorter al sassofono, la suite elettronica di Ruins, con campionamenti esotici, e la lunga Shadows Of Paradise, con Skopelitis e Shankar a colorare le armonie dei loro timbri decadenti, denotano un sound ormai impeccabile, ma anche privo di identita. Le incertezze e le ripetizioni di Material e di Praxis (che e sempre piuBuckethead e sempre meno Laswell) indicano in realta che Laswell sta per esaurire una fase. L’etichetta Subharmonic sancisce in effetti l’emergere di un forte alter-ego ambientale, che poco alla volta prende il sopravvento.
E’ l’animo del produttore che si tuffa a capofitto in quest’arte di puro artificio, di pura magia di studio. Laswell frequenta i praticoni del genere in Cymatic Scan (Subharmonic, 1995), con Tetsu Inoue, che comprende una composizione di un’ora, Monochrome Existence, con il suo delirio quasi impercettibile, al limite dell’udibile, in Psychonavigation (Subharmonic, 1994), con Pete Namlook, che si inoltra invece nei dedali della psiche, per esempio con i vortici spaventosi di Angel Tech, ma anche nell’elettronica melodica e cadenzata di Black Dawn, Visitation (Subharmonic, 1995), che in Aion arriva a lambire il gotico con le sue sonoritasinistre, e in Zurvan Akarana affonda nelle sabbie mobili della new age jazz-etnica, e Psychonavigation 2 (Fax, 1996), Psychonavigation 3 (Fax, 1997), Psychonavigation 4 (Fax, 1999) Sono pero dischi di musica fastidiosamente auto-indulgente, che nei momenti migliori riportano semplicemente alla musica cosmica di Klaus Schulze.
I dischi di Axiom Ambient, Lost In The Translation (Axiom, 1994), con Ginger Baker, Sonny Sharrock e Pharoah Sanders, e Axiom Funk, Mysteries Of Creation (Axiom, 1994), Funkcronomicron (Axiom, 1995), con Sly Stone, Maceo Parker, Anton Fier, Buckethead e tanti altri, sono opere dottrinarie che tentano forse di riassumere vent’anni di ricerche scientifiche sul suono da parte di Laswell, che, avvalendosi di cast sempre piuspettacolari, cerca di ovviare a una cronica assenza di ispirazione. Il doppio Funkcronomicron (Axiom, 1995) e la quintessenza dell’eccentricitaintellettuale di Laswell, un progetto post-moderno di revisione della musica dei P-Funk, che si avvale della partecipazione di quella squadra (compreso George Clinton in persona) e di uno stuolo di ammiratori, giovani (Skopelitis, Buckethead) e vecchi (Maceo Parker). Escono a dirotto il nuovo album dei Praxis, Metatron (Subharmonic, 1994), e Second Nature (Fax, 1995), con Atom Heart e Tetsu Inoue. A meta degli anni ’90 Laswell lancia progetti in continuazione. A nome Automaton escono dischi di suite dub: Dub Terror Exhaust (Strata, 1994), con l’africaneggiante Asiyah Dub, uno dei suoi capolavori, e Jihad: Points Of Order (Strata, 1995), con Ports Of Entry, il cui rombo assordante esolcato dalla solita miriade di effetti. Il Dub System One (Low, 1996) di Silent Recoil funge da summa delle varie direzioni della sua sperimentazione (dub, hip-hop, world-music ed elettronica). Anche Destruction Of Syntax (Subharmonic, 1996) di Valis nasce da un mosaico eterogeneo di hip-hop, ambientale, dub, jungle, e cosi via.
Sul fronte piuastratto, Web (Subharmonic, 1996), con Terre Thaemlitz, e un collage ultraterreno di rumori indecifrabili, anche se Open URL einsolitamente animato, popolato da borboglii e sibili quasi cosmici. Somnifix Flux (Subharmonic, 1996), con M.J. Harris, contiene due pezzi di mezz'ora ciascuno, Distal Sonority, un monolitico accumulo di droni minacciosi, e Capacious. Il picco della sua sperimentazione sul dub rimane il progetto Divination, con la collaborazione di Mick Harris e Haruomi Hosono, Anton Fier e DXT. Il terzo, Akasha (Subharmonic, 1995), e diviso in una metaambientale, che comprende Descent e il suo impasto di suoni alieni centellinati con snervante precisione, e una meta ritmica, prevalentemente variazioni caotiche ed effervescenti sul jungle come Tangier Space Draft, Navigation e Illuminoid Assassin. A quel disco fa subito seguito un’altra opera a nome Divination, Distill (Sub Meta, 1996), sempre con Mick Harris e Anton Fier.
Bass Terror , su Bass Terror (Sub Rosa, 1995), el'ennesima suite di ambient dub (ma le due suite di Nicholas James Bullen rubano la scena). Ambient Compendium (Esperanto, 1996) fa un rapido riassunto delle sue mille attivita.
Laswell produce anche il disco dei Nus, All The Vertical Angels (SubRosa, 1996).
Oscillations (SubRosa, 1996), seguito da Oscillations 2 (SubRosa, 1998), sono dedicati al drum’n’bass, che equasi l'antitesi del suo dub. Faktura, sul primo, e una superba fusion di acid jazz e musica Indiana. El Hombre Invisibile, sul secondo, eun'estenuante collage dedicato a William Burroughs (con Percy Howard al canto, Charles Hayward dei This Heat alla batteria e Fred Frith alla chitarra). They will be collected on Final Oscillations (Quatermass, 2003). Laswell also contributed to Dubadelic's Bass Invaders (Wordsound, 1998), which, if it were his own, would rank as one of his best albums. Con Namlook, Laswell registra Outland (Fax, 1995), Outland 2 (Fax, 1996) e Outland 3 (Fax, 1998). I tedeschi Pete Namlook e Klaus Schulze lo coinvolgono anche nella sesta e settima parte del loro monumentale progetto The Dark Side Of The Moog (Fax, 1999). Dopo aver impresso alla musica rock una svolta di una portata che soltanto Brian Eno puo eguagliare in qualitadi produttore (con la differenza che Laswell ha operato anche nel mondo dell'hip-hop, ha collaborato a innumerevoli progetti jazz e si e cimentato anche con le musiche etniche), Laswell ha cavalcato con classe e intelligenza la tigre della musica ambientale, intuendo che da quelle parti (dove tutto sfoca e rinasce) sta il futuro.
A Laswell calza sempre piula parte del regista, sempre meno quella dell'attore; sempre piu quella dell’allenatore, che deve decidere la formazione in funzione della partita da giocare, e sempre meno quella del giocatore. Ma il suo marchio di fabbrica (quel riciclare tutto in una sorta di frullatore musicale lanciato a velocitasupersonica, in maniera che alla fine rimangono soltanto grumi di polpa) e inconfondibile.
Le sue molteplici escursioni nel mondo dell’elettronica, sempre all’insegna di uno stile barocco, che fonde magico ancestrale e una versione trance e tecnologica del dub, ne stanno facendo l’Ulisse dell’ambientale.
Possession + African Dub č il nome del complesso composto da tre musicisti africani che Laswell fondň per registrare Off World One (SubMeta, 1996).
Laswell rivisse L’esperienza dei Last Exit con gli Arcana, un trio comprendente i jazzisti Tony Williams e Derek Bailey, che pubblicarono The Last Wave (DIW, 1996). Su Arc Of Testimony (Island, 1998) collaborň con Williams alla batteria, Buckethead alla chitarra, Pharoah Sanders al sassofono e Graham Haynes alla tromba.
APC Tracks (APC, 1996) č una collaborazione con alcuni musicisti francesi.
Inna Dub Meltdown (Wordsound, 1997) č una collaborazione con il baterista reggae Style Scott.
Le quattro tracce di City Of Light (SubRosa, 1997), onorate dallo spoken word di Lori Carlson, dalle percussioni di Trilok Gurtu (Nothing) e dall’elettronica di Tetsu Inoue (Kashi), evidenziano l’amore di Laswell per la musica classica indiana. Gli undici minuti di Above The Earth sono la quintessenza dello stile di Laswell. Kala (13:06) č una collaborazione con i Coil.
South Delta Space Age (Antilles, 1997) č attribuito a Third Rail, un super-complesso al quale collaborarono giganti del jazz (James Blood Ulmer alla chitarra), del funk (Worrel alle tastiere, Ziggie Modeliste alle percussioni) e del blues (Amina Claudine Meyers all’organo). A differenza della maggior parte delle produzioni di Laswell, questa č suonata con energia pura e barbarica, allo stesso modo di come la proporrebbe un gruppo garage-rock (Grounded, Blues March, First Blood, In The Name Of). Il funk-jazz serrato del gruppo č, invece, proposto nell’estesa Dusted And Funk All Night.
Dreams Of Freedom (Island, 1997) č un “remix” delle canzoni di Bob Marley. Panthalassa (Columbia, 1998) fa la stessa cosa con Miles Davis.
Il progetto Sacred System debuttň con Cpt 1 – Book Of Entrance (1996), un album composto da cinque suite dub in “trance”, specialmente Cyborg Assault, Babylon Ghost e Sub Terrain. Chapter 2 (1997) č invece dedicato al jazz-rock di Miles Davis. Nagual Site (Wicklow, 1998) č dedicato alla musica religiosa indiana, qui manipolata con le tecniche del jazz, dell’ambient e del dub. Esso contiene Black Lotus (10:13), una collaborazione con Jah Wobble (Driftwork), una collaborazione con il trombettista jazz Graham Haynes (x-Zibit-i) e qualche composizione di Bill Buchen e Gulam Mohamed Khan.
The End Of Law (Subrosa, 1998), attribuito agli Hashisheen, č un album costellato di celebritŕ e dedicato a William Borroughs, benché il titolo faccia riferimento ad un guru persiano medievale.
Reanimator Black Market Science (Ion, 1998) č un’antologia di maestri del dub moderno.
Mold (Yikes, 1998), attribuito ai Praxis, fonde ambient, drum ‘n’ bass e dub in brani ipnotici quali Meldt.
Nel gennaio del 1998 due terzi dei Massacre (Frith e Laswell) si riunirono dopo diciassette anni dal loro primo e unico album (questa volta č perň presente il batterista dei This Heat Charles Hayward). Recuperando il cantante soul Percy Howard realizzarono Meridiem (Materiali Sonori, 1998). Funny Valentine (Tdzik, 1998) č un successore piů meritevole del capolavoro dei Massacre.
I Material rimasero il bersaglio principale di Laswell, ma i remix di The Road To The Western Lands (Triloka, 1998) e l’esperimento hip-hop Intonarumori (Axiom, 1999) risultavano molto banali e amatoriali. Con cosě tante registrazioni mediocri, Laswell stava lentamente convincendo chiunque di essere uno degli artisti piů sopravvalutati della sua era.
Imaginary Cuba Decostruncting Havana (Wicklow, 1999) č un divertimento di musica Cubana (filtrata nuovamente con l’ambient, il jazz, e la prospettiva “indiana” di Bill Laswell).
Invisible Design (Tzadik, 1999) č un album per solo basso.
Su Permutation (Ion, 1999) collaborarono Bill Laswell al basso, alla chitarra e alla tastiera; Nicky Skopelitis alla chitarra; Lance Carter alla batteria; Robert Musso alla programmazione e a due campionatori (che inondano l’album di strumenti esotici). Laswell sta ancora sperimentando con fusioni selvagge di stili, incrociando la world-beat con la drum’n’ bass. Skopelitis ruba la scena.
Emerald Aether’s Shape Shifting (Shenachie, 2000) contiene alcuni remix di musica celtica.
Lo Def Pressure (Quatermass, 2000) tenta una fusione di musica orientale e drum ‘n’ bass in due lunghe suite.
Dub Chamber 3 (ROIR, 2000), album migliore rispetto alle solite produzioni, venne realizzato con un complesso stellare che comprendeva il trombettista Nils Petter Molvaer (Beyond The Zero), il tastierista Craig Taborn (Devil Syndrome), il chitarrista Nicki Skopelitis, il suonatore di tabla Karsh Kale e il bassista Jah Wobble. Le quattro lunghe jam dub/jazz propongono un’altra routine fusion di musica indiana, elettronica, jazz, drum ‘n’ bass, ambient e hip-hop. Le tablas dominano in Beyond The Zero, Wobble e Skopelitis rubano la scena su Cybotron, mentre prevalgono elementi jazz in Devil Syndrome. La traccia piů interessante č A Screaming Comes Across The Sky, un connubio tra ambient e rock progressivo.
Charged (Apollo, 1999) č una collaborazione con Ernaldo Bernocchi all’elettronica e Toshinori Kondo alla tromba elettrica, che, ancora una volta, propone una fusione di jazz, funk, hip-hop, drum ‘n’ bass.
Tabla Beat Science č un progetto con i maestri delle percussioni Zakir Hussein, Trilok Gurtu e Karsha Kale. Tala Matrix (Axiom, 2001) č a tutti gli effetti un album pieno di energia e passione (Secret Channel). La traccia migliore č probabilmente la rilassante Magnetic.
Cyclops (Emusic, 2001), in collaborazione con Karsh Kale alle percussioni, Toshinori Kondo alla tromba e un cantante rap, č migliore rispetto alle solite produzioni.
I Praxis pubblicarono anche il live Warszawa (Innerhytmic, 2001) collaborando con due scratcher.
Filmtracks (Tzadik, 2000) prosegue la sua esplorazione di world-music con l’appoggio di un cast stellare.
Nel mentre il batterista Charles Hayward dei This Heat collaborava con Laswell e Frith nella nuova uscita dei Massacre. L’esibizione dal vivo del trio č documentata su Meltdown (Tzadik, 2001).
Radioaxom (Axiom, 2001) č una collaborazione con Jah Wobble (piů Nick Skopelitis, Graham Haynes, ecc…) nonchč uno dei lavori migliori dopo tanto tempo. Subcode esplora un tema alla maniera di Miles Davis con il cornetto di Haynes che onora l’afrobeat, mentre un organo extraterrestre (Amina Claudine Myers) affiora come un miraggio. Il cornetto e la tromba duettano all’inizio di Second Sight che eslora successivamente la psichedelia con un organo solista blues per poi prendere velocitŕ su linee funky febbrili. La squadra č insolitamente frivola, anche clownesca all’inizio di Orion, prima che un cornetto venga lasciato vibrare in un enigmatico paesaggio sonoro di suoni e rumori sospesi. L’album č piů riuscito delle esplorazioni precedenti in parte perchč l’umore della musica č piů ottimista. L’effervescente, riecheggiante e “indianeggiante” Alsema Dub imposta l’andatura per la tribale e irrequieta Virus B, in cui le distorsioni della tromba e dell’organo collidono nuovamente con linee di basso funky in una foggia ancora piů surreale. Due tracce introducono anche qualche elemento “orecchiabile”: la cartilagine jazzy-caraibica esplorata da melodie galattiche di 6th Chamber e le voci borbottanti e fluttuanti di Alam Dub.
Dub Chamber 4 (ROIR, 2003), conosciuto anche con il nome di Book Of Exit, fa leva su una formazione completamente diversa rispetto al precedente progetto “dub chamber” e rappresenta solo un pretesto per produrre alcune jam progressive.
Heaven And Hell (Innerhytmic, 2004) č attribuito agli Shine, il progetto di Bill Laswell, Buckethead, Robert Musso e Shin “Chaos Face” Terai.
Episome (Tzadik, 2006) era il power-trio di Otomo Yoshihide (alla chitarra elettrica), il batterista dei Ruins Yoshida Tatsuya e il bassista Bill Laswell.
The Only Way To Go Is Down (2006) inaugurava un altro progetto,i Method Of Defiance, un trio composto dal batterista Guy Licata e il dj Submerged, qui devoti ad una versione deviante del drum ‘n’ bass. Inamorata (2007) era un esercizio piů jazz in cuicollaborarono ospiti quali Herbie Hancock, Dave Liebman, Buckethead, Nils Petr Molvaer, John Zorn, Toshinoro Kondo e Phoroah Sanders.
Lonely Heart (2007), attribuito ai Massacre, documentava un’esibizione dal vivo del 2003 di Laswell, Frith e Maher.
Method Of Defiance (Laswell con il batterista Guy Licata e il trombettista Toshinori Kondo) pubblicarono The Only Way To Go Is Down, Inamorata e Nihon (2009), al quale parteciparono il tastierista Bernie Worrell e Doctor Israel alla voce, all’elettronica e agli effetti elettronici. Questi vennero seguiti da Janbulon (2010), un’incursione nella musica hip-hop che aggiungeva il chitarrista Dominic Kanza al quintetto e Incunabula (2011) che presentava Toshinori Kondo alla tromba.
Near Nadir (agosto 2010) documenta una collaborazione dal vivo tra il percussionista Mark Nauseef, Ikue Mori (all’elettronica), Evan Parker (al sassofono soprano) e il bassista e compositore Bill Laswell.
Blixt (Cuneiform, 2011) era una collaborazione tra il chitarrista finlandese Raoul Bjorknheim dei Krakatau e il batterista Morgan Agren della Mats/Morgan Band. L’album fa numerose brevi variazioni: il groove demoniaco di Black Whole, lo spiritoso funk-pop di Moon Tune, la cacofonia deprimente di Tools, il blues lisergico e agonizzante di Storm, l’incubo hendrixiano frenetico di 10-4-4-4-4-2-2-2-5-2, e soprattutto lo “uber-metal” marziale di Cinque Roulettes; ma il nucleo piů brillante del disco si trova nella lunga meditazione zen di Ghost Strokes e negli undici minuti della jam spaziale Invisible One (che allo stesso tempo rievoca l’atmosfera magica e sospesa di The End Of The Game di Peter Green). L’album č di gran lunga lo spettacolo personale di Bjorkenheim, che vi aggiunge la miglior sezione ritmica della sua carriera.

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